Ridere è una delle attività più antiche e universali dell’essere umano. Dal punto di vista neurologico, la risata attiva il sistema limbico, rilasciando dopamina ed endorfine: in pratica, il cervello si premia da solo. Ma cosa scatena davvero il meccanismo? Secondo la teoria dell’incongruenza, ridiamo quando percepiamo uno scarto tra ciò che ci aspettiamo e ciò che effettivamente accade. Non siamo soli in questo: anche scimpanzé, ratti e persino cani producono suoni associabili alla risata, soprattutto durante il gioco. La differenza? Solo noi esseri umani ridiamo di situazioni assurde, di paradossi sociali e — ammettiamolo — dei matrimoni. Nel corso della storia, l’umorismo ha rispecchiato i valori (e i vizi) di ogni epoca: gli antichi Romani ridevano volentieri dei politici corrotti, dei mariti traditi e delle mogli dispotiche, temi che, con buona pace dei secoli trascorsi, non hanno perso nemmeno un grammo di attualità. Marziale e Giovenale costruirono intere carriere satiriche su questi argomenti. Oggi l’ironia sul matrimonio è un classico senza tempo, capace di far ridere tanto chi è sposato da vent’anni quanto chi sta ancora sognando il vestito bianco. E questa barzelletta, con la sua struttura a doppia lettura, ne è la dimostrazione perfetta.
La barzelletta: prima e dopo il matrimonio
Prima del matrimonio
Lei: Ciao!
Lui: Finalmente! Da quanto tempo aspettavo questo momento!
Lei: Vuoi che vada via?
Lui: NO! Come ti viene in mente? Solo a pensarci, rabbrividisco!
Lei: Mi ami?
Lui: Certamente! A tutte le ore del giorno e della notte!
Lei: Mi hai mai tradito?
Lui: NO! MAI! Perché me lo chiedi?
Lei: Vuoi baciarmi?
Lui: Sì, ogni volta che ne ho l’occasione!
Lei: Saresti mai capace di picchiarmi?
Lui: Sei impazzita? Lo sai come sono io!
Lei: Posso fidarmi di te?
Lui: SÌ!
Lei: Tesoro…
Dopo sette anni di matrimonio
Basta leggere il testo dal basso in alto.
Come funziona questa barzelletta
Il meccanismo è tanto semplice quanto geniale: lo stesso dialogo, letto al contrario, diventa una conversazione completamente opposta. Le risposte entusiaste e innamorate dell’uomo si trasformano, capovolgendo l’ordine di lettura, in dinieghi, freddezza e disinteresse totale. La struttura sfrutta perfettamente il principio dell’incongruenza: ci aspettiamo una storia romantica e invece troviamo, nascosto tra le righe, il ritratto impietoso di una relazione logorata dal tempo.
- Prima del matrimonio: ogni risposta è un inno all’amore eterno.
- Dopo sette anni: le stesse parole, rilette al contrario, raccontano tutta un’altra storia.
- Il colpo di scena finale non richiede nemmeno una parola nuova: usa esattamente il materiale già presente, ribaltandone il senso.
È questo il bello dell’umorismo ben costruito: non ha bisogno di esagerare né di spiegare troppo. Come diceva Oscar Wilde, il matrimonio è la principale causa del divorzio. E anche, aggiungiamo noi, di ottime barzellette.
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