Ridere fa bene, questo lo sappiamo tutti. Ma perché ridiamo? Dal punto di vista neurologico, la risata attiva il sistema limbico, la parte del cervello legata alle emozioni, liberando dopamina e creando una sensazione di piacere. Gli studiosi della comicità — sì, esistono davvero — hanno identificato tre teorie principali: la teoria della superiorità (ridiamo di chi è in una posizione scomoda), quella dell’incongruenza (ridiamo quando qualcosa viola le nostre aspettative) e quella del sollievo (la risata come valvola di sfogo). Non siamo gli unici, tra l’altro: scimpanzé, ratti e persino cani producono vocalizzazioni simili alla risata durante il gioco. Gli Antichi Romani, dal canto loro, erano maestri dell’ironia mordace: nei Carmina di Catullo o negli epigrammi di Marziale si prendeva in giro chiunque, dai politici corrotti ai mariti traditi. La comicità, insomma, ha sempre avuto un bersaglio preciso.
La barzelletta: la guardia notturna e il bambino
Pronti? Ecco la storia.
Una guardia notturna a Napoli bussa a una porta. Gli viene ad aprire un bambino, piccolo e un po’ timoroso.
La guardia chiede:
– Ciao bambino, per caso c’è tuo papà?
– No, non c’è. È uscito quando è entrata mamma.
– Ah, va bene, allora chiama mamma!
– No, non c’è; è uscita quando è entrato mio zio.
– Ah, va bene. E allora chiama lo zio.
– Neanche lui c’è. È uscito quando è entrata mia sorella…
– Uff… va bene, allora chiama tua sorella!
– No, neanche lei c’è. È uscita quando è entrato mio fratello.
– E va bene… allora chiama tuo fratello…
– No, non c’è neanche lui, perché è uscito quando sono entrato io!
– Mamma mia, ma questa più che una casa sembra una cabina telefonica!
– No, casa mia sta là… questo è il bagno!
Perché fa ridere?
La barzelletta gioca su un doppio colpo di scena ben costruito. Il primo livello comico è quello classico della famiglia napoletana caotica, con un via vai surreale di parenti che si alternano come in una porta girevole — strizzata d’occhio alla teoria dell’incongruenza. Il secondo colpo, però, è il vero capolavoro: la guardia ha creduto per tutto il tempo di stare davanti all’ingresso di una casa, mentre stava bussando alla porta di un bagno condominiale. La premessa intera crolla, e con lei anche la dignità della guardia notturna. Più che sorvegliare il quartiere, sorvegliava un water.
